Impianto elettrico a norma: cosa bisogna controllare?

Impianto elettrico a norma: cosa bisogna controllare?

Un impianto elettrico ben realizzato non significa soltanto avere prese, interruttori e luci che funzionano. Un impianto deve essere progettato, realizzato e verificato in modo da garantire sicurezza, funzionalità e possibilità di manutenzione.

Ma cosa significa realmente avere un impianto elettrico a norma? E quali sono i principali aspetti che bisogna controllare?

In questo articolo vediamo alcuni dei punti fondamentali, con un approccio pratico e comprensibile.

1. La progettazione dell’impianto

Prima ancora di posare i cavi è importante che l’impianto venga progettato correttamente, tenendo conto delle caratteristiche dell’edificio, della potenza disponibile, dei carichi previsti e delle condizioni di installazione.

Il DM 37/08 disciplina gli impianti all’interno degli edifici e prevede, nei casi stabiliti dalla normativa, la presenza di un progetto redatto da un professionista abilitato oppure, nei casi previsti, dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

La progettazione è quindi il primo passo per evitare problemi durante la realizzazione e negli anni successivi.

2. Il quadro elettrico

Il quadro elettrico è uno degli elementi più importanti dell’impianto.

Al suo interno devono essere presenti le protezioni necessarie per i diversi circuiti e devono essere correttamente identificati i vari dispositivi.

In particolare, bisogna prestare attenzione alla corretta scelta e coordinazione delle protezioni contro:

  • sovraccarichi;
  • cortocircuiti;
  • contatti indiretti;
  • altri rischi previsti in funzione dell’impianto e dell’ambiente.

Non basta quindi installare un interruttore perché l’impianto possa essere considerato sicuro: la scelta delle protezioni deve essere coerente con l’intero impianto.

3. La protezione differenziale

Il dispositivo differenziale, comunemente chiamato “salvavita”, svolge un ruolo fondamentale nella protezione delle persone e dell’impianto.

La sua presenza, però, non significa automaticamente che l’impianto sia sicuro.

Bisogna verificare che il dispositivo sia adatto all’impianto, correttamente installato e coordinato con il sistema di messa a terra e con le altre protezioni.

4. L’impianto di messa a terra

La messa a terra è un altro elemento fondamentale.

Il sistema di terra deve essere realizzato e verificato correttamente e deve essere coordinato con le protezioni installate.

La CEI 64-8 dedica specifiche prescrizioni alla sicurezza degli impianti elettrici in bassa tensione e alle relative verifiche. La Nona Edizione della norma è entrata in vigore il 1° novembre 2024.

Un impianto di terra non deve quindi essere considerato semplicemente come “un cavo collegato a un dispersore”: deve essere parte integrante del sistema di protezione dell’impianto.

5. La scelta dei cavi

La sezione dei conduttori deve essere adeguata al circuito nel quale vengono utilizzati.

La scelta deve tenere conto, tra gli altri aspetti, della corrente prevista, della modalità di posa, della lunghezza della linea e delle condizioni di installazione.

Utilizzare un cavo con una sezione non adeguata può creare condizioni di funzionamento non corrette e aumentare i rischi di surriscaldamento.

Per questo motivo la scelta dei conduttori non dovrebbe mai essere fatta semplicemente “a occhio”.

6. La corretta identificazione dei circuiti

Un buon impianto deve essere anche facilmente comprensibile e manutenibile.

Nel quadro elettrico è quindi importante identificare correttamente i circuiti, in modo che chi dovrà intervenire sull’impianto possa sapere rapidamente quale protezione corrisponde a una determinata linea.

Questa attenzione può sembrare un dettaglio, ma diventa molto importante durante una manutenzione o in caso di guasto.

7. Le verifiche dell’impianto

Una parte fondamentale del lavoro è rappresentata dalle verifiche.

La CEI 64-8 prevede verifiche iniziali e, secondo i casi e le condizioni applicabili, verifiche periodiche. Il CEI evidenzia inoltre che al termine dei lavori devono essere effettuate le verifiche necessarie a valutare la rispondenza dell’impianto alla norma.

La verifica non deve quindi essere considerata un semplice passaggio burocratico: serve a controllare concretamente ciò che è stato realizzato.

8. La documentazione

Un impianto correttamente realizzato deve essere accompagnato dalla documentazione prevista dalla normativa.

Tra i documenti più importanti c’è la Dichiarazione di Conformità (DiCo), rilasciata dall’impresa installatrice nei casi previsti dal DM 37/08.

La documentazione è importante non soltanto al termine dei lavori, ma anche per le successive manutenzioni e modifiche dell’impianto.

9. Attenzione alle modifiche negli impianti esistenti

Un errore abbastanza comune è pensare che un vecchio impianto sia automaticamente “a norma” soltanto perché continua a funzionare.

Negli impianti esistenti bisogna valutare la situazione concreta, la data di realizzazione, gli eventuali interventi effettuati nel tempo e la documentazione disponibile.

Quando si modifica un impianto, inoltre, non bisogna limitarsi alla sola parte sulla quale si sta lavorando senza considerare le condizioni dell’impianto esistente.

10. Un impianto a norma è soprattutto un impianto sicuro

Alla fine, la domanda più importante non dovrebbe essere soltanto:

“Funziona?”

La domanda dovrebbe essere:

“È stato realizzato, verificato e documentato correttamente?”

Un impianto elettrico sicuro nasce dalla combinazione di una corretta progettazione, componenti adeguati, posa eseguita correttamente, protezioni dimensionate in modo appropriato e verifiche finali.

La CEI 64-8 costituisce uno dei principali riferimenti tecnici per la progettazione e la realizzazione degli impianti elettrici di bassa tensione. La sua Nona Edizione è entrata in vigore il 1° novembre 2024 e comprende otto parti dedicate, tra l’altro, a sicurezza, scelta e installazione dei componenti, verifiche e ambienti particolari.

Conclusione

Controllare un impianto elettrico non significa guardare soltanto se le luci si accendono e le prese funzionano.

Bisogna considerare l’intero sistema: progettazione, protezioni, cavi, messa a terra, quadro elettrico, verifiche e documentazione.

Questo articolo è una guida generale e non sostituisce la verifica di un impianto da parte di un professionista qualificato. Per interventi o modifiche su un impianto elettrico è sempre necessario fare riferimento alla normativa vigente e alle condizioni specifiche dell’impianto.


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